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Perché Greenpeace

Ho deciso di entrare nella grande famiglia di Greenpeace dopo aver visto un documentario.
Ho iniziato a rendermi conto sempre più di quanto l’avidità dell’uomo sia dannosa per l’ambiente, per tutto il pianeta. Mi sono resa conto che se vogliamo continuare a vivere nel mondo bellissimo che abbiamo imparato a conoscere dobbiamo agire, dobbiamo essere responsabili nelle scelte quotidiane, dalle scelte alimentari a quelle dell’energia che utilizziamo.
È tutto connesso da un filo che ora, come non mai, è diventato sottile, fragile ed a rischio di rottura.
Se non vogliamo raggiungere il “punto di non ritorno” dobbiamo porci delle domande e agire di conseguenza. Dobbiamo pensare agli effetti dei nostri singoli comportamenti quotidiani.
Prima di buttare un sacchetto di plastica in mare pensiamo al fatto che quel sacchetto verrà poi mangiato dai pesci e che quei pesci poi finiranno sulle nostre tavole e che quindi NOI mangeremo plastica…
Prima di buttare una bottiglietta di plastica a terra pensiamo al fatto che per MILLE anni quella bottiglietta resterà lì, senza mai completamente decomporsi…
Prima di usare un pezzo di carta non riciclata pensiamo al fatto che per quel pezzo di carta intere foreste sono state DISTRUTTE lasciando gli animali, che popolavano quelle stesse foreste da secoli, senza più una casa, persi e spaventati… Allo stesso modo si possono citare miliardi di esempi come questi.
Vi sembra giusto?! La natura e gli animali c’erano prima di noi ed è un nostro compito e DOVERE mantenere il mondo come lo abbiamo trovato, se non migliore.
Sono questi i motivi che mi hanno spinta a diventare volontaria ed attivista Greenpeace, per essere in prima linea nella difesa della nostra casa.

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